Joan Lluis Montané De la Asociación Internacional de Criticos de Arte
“Guia de Arte” – 05 – XXV Aniversario-
Gaetano Carboni nasce ad Ascoli Piceno (Italia) nel 1928 città in cui risiede e lavora attualmente.
Proprio ad Ascoli studiò con il pittore Dino Ferrari, completando gli studi artistici a Roma.
Surreale, simbolista, il suo ultimo personaggio sviluppato, dal titolo “Profeti in città”, “Profeta en la ciudad”, rappresentando il Profeta Emidio, patrono della sua città, entra in pieno nella iconografia attuale di Ascoli Piceno.
Sant’Emidio – Emilio -, collegandosi con il cosmo, intavolando conversazioni con l’universo, tessendo il filo dorato che si relaziona con le vibrazioni luminose, protagonista centrale della sua opera realizzata negli ultimi anni in acrilico su tela, è il proseguimento della sua serie intitolata “El Profeta” iniziata nel 2000.
I suoi inizi, tanto nella pittura come nell’opera grafica, furono figurativi, periodo 1950 – 1963, quando effettua creazioni in china su carta, a tratto spesso, che ritraggono personaggi nel bel mezzo del lavoro mentre scaricano al porto, o anche quando effettua la sua notevole produzione di olii su tela, che rappresentano personaggi e paesaggi, di grande espressività, con colori forti, attraverso la ricerca del gesto e della profondità del tratto. Possiede anche ritratti, caratterizzati dall’espressività dei visi, la disinvoltura del colore, cercando la esibizione naturale dei personaggi, non esenti da una certa sensualità e culto all’estetica misteriosa che non l’abbandonerà in tutta la sua vasta produzione. A partire dal 1964 realizza le sue incursioni plastiche all’interno di una certa informalità gestuale in cui si intravedono tratti di essenza allegorica, simbolista e surreale, che si manifesta attraverso allusioni che vanno più in la del terreno spirituale umano. In seguito si evolve verso un tipo di opera di carattere poetico, basato sull’ellissi e sulle metafore, anni dal 1966 al 1969, in cui realizza personaggi rivolti verso la galassia che guardano l’Orsa Maggiore, presentandoli in caverne naturali, in sporgenze o anche in montagne da dove sviluppavano le loro meditazioni. Personaggi dotati di raccoglimento e serena contemplazione. Quest’opera, poco a poco lascia il passo a tematiche più esplosive fino a raggiungere la sua produzione degli inizi degli anni ’70 nella quale gli astri e l’idea di Icaro comincia a prendere forma. Sono creazioni sensuali, espressive, deifiche, che configurano lo spazio per una poesia nuova, per il trapasso verso il mondo dell’immaginazione smisurata e onirica. Nasce “Un giardino per Icaro”, anni 1971 e 1972, serie molto interessante, basata nel sognare ad occhi aperti, nei viaggi astrali, nello spostarsi attraverso l’avventura spaziale nel breve itinerario, ornato da giardini, da migliaia di piante e vegetazione. L’obiettivo è rallegrare l’avventura intrapresa dall’illusione di Icaro. Un personaggio che non si delinea in maniera vitale, bensì lo converte in autentico simbolo di sognatore perenne….
… Nel 2000 nasce il Profeta, un personaggio che modifica con il tempo o che cambia a seconda della composizione o della serie nella quale lo colloca. Agli inizi il Profeta era quasi inesistente, cioè non esisteva come personaggio in se stesso, bensì costituiva il risultato di una necessità di predire un futuro basato sul cosmo. Più avanti, con il tempo, il protagonista recupera il suo aspetto umano, ma senza volto, perché è un simbolo, allegoria di una necessità di illuminazione. Primo è un essere incappucciato, che ricorda i frati, ma allude anche alla figura di Gesù Cristo, all’essere “cristico”, allo spirito cristico, che ci avvicinava all’universo dal quale proveniamo. E’ da lì che, inizia con scene misericordiose, con personaggi della Bibbia, la nascita di Gesù Cristo, ma gradualmente si trasforma, andando verso un ambiente meno conosciuto, senza riferimenti, più simbolico, attuale, compromesso con la Nuova Era. Malgrado nella sua ultima esposizione il profeta, si converta nel profeta della città di Ascoli Piceno, Sant’Emidio – San Emilio – , con bastone e mitra, ma senza volto e guardando il firmamento. E’ la rivelazione costante di una necessità di essere coerente, di innalzarsi ad una unione spirituale. Ci sta parlando di una attitudine alla trascendenza, di rivelazione del potere dello spirito, del siamo, dell’essere che portiamo in noi,
dello spirito cristico che tutto inonda. Ci sta dicendo, tanto con il profeta tradizionale, quanto con il profeta illuminato, che la realtà che ci governa è fugace, che la vera esistenza è quella basata nella dinamica della vita spirituale, che è costituita dalla luce, dalla luminosità che ci illumina. Ciò è così perché siamo energia, materia in trasformazione, onda, particella, vibrazione e di conseguenza formiamo parte delle stelle che il profeta guarda. Apparteniamo a noi stessi, a tutte le dimensioni esistenti, siamo dappertutto e godiamo dello spirito dell’essere.
La sua opera è personale, fantastica, con tocchi mistici, sprovvista di dettagli, perché indaga nell’onirico, nella catarsi derivata dal subcosciente, dalla dinamica della evidenza connessa con l’allegoria dell’esoterico e mistico.
La sua creazione combina componenti surreali, magici, con elementi esoterici, spiccatamente simbolisti, con schizzi evidenti di una realtà connessa con le stelle.
Non c’è biologia, la vita e il sangue come alimentazione degli organi scompare, lascia il passo alla luce che proviene dal cosmo e alla quale i suoi personaggi mistici accedono per connettersi con la capacità di trascendenza per comunicarla all’umanità….
Febbraio 2005

