IL SEGNO DELLA COERENZA

Stefano Papetti

Dal libro “Gaetano Carboni – Opera Grafica – 1950-2000”

                                                                 

Gaetano Carboni compendia in questo volume cinquanta anni di intensa attività artistica proponendo una selezione di opere pittoriche e grafiche che spaziano dagli anni cinquanta fino all’alba del nuovo millennio e Carlo Melloni, che da tempo segue le vicende artistiche del pittore ascolano, ci guida con mano sicura attraverso un itinerario che appare per molti aspetti insolito ma che rivela, ad una lettura più attenta, una profonda coerenza morale oltreché estetica.

In questi cinquanta anni non sono certo mancati a Carboni i riconoscimenti ai quali ogni artista aspira: la partecipazione a mostre personali e collettive in varie città d’Italia, la presenza alla prestigiosa Quadriennale di Roma, la consacrazione della propria opera attraverso recensioni di importanti critici italiani che hanno presentato le sue mostre. A fronte di tanti allori raccolti nel corso della sua lunga attività, forse proprio la città di Ascoli, dove Carboni vive e lavora, è stata la più avara di riconoscimenti nei confronti di un maestro che ha sempre operato con un vivo senso dell’impegno e della coerenza.

Secondo le possibilità che gli sono state di volta in volta offerte, il pittore ascolano ha molto viaggiato con gli occhi e con la mente, sensibile alle novità che l’arte degli ultimi decenni ha proposto ai suoi adepti ma nel contempo rivelandosi capace di filtrare e di interpretare in modo personale quanto le mode estetiche di turno suggerivano. Il risultato di questa operazione è rappresentato da una sequenza di opere che spaziano dalle immagini di una civiltà, agli albori degli anni cinquanta, con il mito  della fabbrica fino  a  quelle di una società evoluta, piena di contraddizioni ma proiettata verso affascinanti orizzonti tecnologici che non sembrano precludere agli artisti la possibilità di tentare ancora nuove esperienze creative.

Lo studio di Carboni in un’antica casa del centro storico ascolano è il luogo che meglio di ogni altro riflette i gusti e le scelte dell’autore; sui ripiani occhieggiano i calchi in gesso delle sculture greco-romane che costituivano il banco di prova per la formazione grafica impartita nelle antiche accademie di pittura ed essi non si trovano a disagio con le più moderne opere dell’artista risolte da raffinate silohuettes campite su fondi compatti. Il Laooconte dei Musei Vaticani convive con gli Agamennoni e con i Profeti dell’ultima generazione, eletti da Carboni a totem della sua arte e del suo pensiero.

Percorrendo au rebours mezzo secolo di carriera di Gaetano Carboni, non si può fare a meno di notare quanto impegno creativo e quanta caparbietà abbiano caratterizzato il suo percorso fino da quando egli era un diligente allievo del Saturnino maestro Dino Ferrari che lo introdusse ai segreti dell’arte pittorica, avviandolo nel mondo esclusivo di quanti la praticano: certo l’opera di Carboni testimonia come, contrariamente a quanto si crede, anche operando in una città di provincia si possa essere sintonizzati su una lunghezza d’onda non meno moderna e creativa di quanto sia possibile fare in un più vivace centro artistico. L’importante è lavorare con serietà, senza perdere di vista i valori morali ed ideali che promuovono la creatività artistica.        

Marzo 2001