Salvatore Di Bartolomeo

Ancona-Testo critico da Catalogo Galleria “IterArt”         

                                                            

… Gaetano Carboni ha valicato i confini della pittura etnica e del formalismo accademico fin dagli anni giovanili, dopo aver lasciato le Marche per completare gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma. Incisore, pittore e scultore, Carboni, si apostrofa fantastico per il cromatismo altamente lirico e per i valori formali sospesi tra allusione, simbolismo e percorsi della memoria. Dopo l’esperienze del “tachisme”, approfondisce la scuola di Fautrier, rivisita la grande lezione di Licini. Vive le stagioni del razionalismo geometrico, dell’enigmatismo totemico, del lirismo fantastico, della mitologia primigenia; passa alla fase delle installazione con sculture-struttura-pittura e alla poetica del naturalismo surreal-fantastico. Dalla fine degli anni Ottanta si segnala con la serie delle “presenze”: una sorta di filosofia dei suoi viaggi mistici dove il pensiero si muta in emozione, diventa simbolo, sogno, archetipo di desiderio di conoscenza del “Paradiso perduto”. E si fa presenza…

                                                                Maggio 1994