Floriano De Santi

Brescia-Testo critico dalla Cartella grafica “Un giardino per Icaro”                   

                                                              

… Già noto come pittore, ora Gaetano Carboni si rivela incisore preciso e forbito, benché in effetti abbia avuto sin dall’inizio della sua attività una spiccata tendenza per le tecniche incisorie. Sta di fatto che le sue recenti “stampe” fluiscono sul ritmo della tela e la sua nuance è talmente suggestiva di baleni e di cadenze policrome che i “fogli” d’invenzione grafica non possono non direttamente venire da quell’idea pittorica, voglio dire che non sono commento figurato, ma appartengono alla stessa sostanza delle sue accensioni poetiche. Il disegno sottile (“puntasecca”), il tono poroso delle zone d’ombra (“acquatinta”) ed i larghi bianchi aiutano sensibilmente l’espressione di questo suo singolare mondo interiore: grandi “spazi cosmici” dove l’esistenza si organizza e cresce in pianeti incandescenti; “spaccati della terra” che diventano evidenze di segrete fabbriche antropomorfe, con figure che partecipano d’innumerevoli forme umane, animali e vegetali che sembrano rifluire come un’acqua da remoti confini. L’insieme delle incisioni – raccolte da una cartella, che s’intitola Un giardino per Icaro – conferma la grande naturalezza di Carboni nell’immaginare il microcosmo della vita; la realtà del mondo ci viene resa nella grafica attraverso il filtro dell’emotività cromatica, che scandisce e dilata le vibrazioni di avvertire la solennità di un messaggio biblico: forse più semplicemente un orizzonte di approdo che si ritrae in una spazialità sempre più fonda.

Dicembre 1973