La pittura come actus existendi

Vitaliano Angelini

Urbino: Testo critico inviato a Gaetano Carboni

                                                            

…L’itinerario artistico di Carboni, invero, si snoda lungo il percorso culturale che ha caratterizzato la seconda metà del ventesimo secolo, senza peraltro ignorare il profondo insegnamento ricevuto dai grandi artisti marchigiani della prima metà del secolo.

Luigi Carluccio, in una nota a margine di una mostra del pittore di Ascoli alla galleria “Il Punto” di Torino, realizzata nel 1969, evidenziando la ricca verve fantastica che, allora come oggi del resto, manteneva la sua pittura miracolisticamente in bilico tra realtà e immaginazione. A cui ha sempre fatto da sostegno una “cultura non comune”, scrive: “Carboni crede, infatti, nell’assoluto della pittura, come Scipione, Licini, Bartolini, marchigiani come lui, credevano nell’assoluto poetico della finzione pittorica quasi che in loro continuasse a balenare un’intuizione leopardiana dell’infinito.”.

I diversi approcci stilistici non inficiano, però, né rendono meno pregnante l’urgenza del dire, del dare corpo e forma alla dimensione dell’immaginario che qualifica il suo universo interiore.

Sicuramente è proprio questo bisogno di assoluto poetico l’elemento nel quale identificare quella linea di continuità, interna alla sua pittura, a cui ci riferivamo prima, il filo rosso che, nonostante i diversi accenti, lega e ripresenta come un unicum l’intero corpo della produzione pittorica dell’artista.

Il linguaggio metaforico di Carboni, dunque, è apparso subito evidente ed ha, via via, imposto una precisa lettura della sua opera costringendo i lettori e gli interpreti critici a renderne evidente, come valore prioritario non certo, però, unico ed assoluto, gli aspetti, i significati e le capacità evocative.

Il rapporto esistente fra la produzione pittorica di Gaetano Carboni e la capacità evocativa di quella, dunque, è facilmente rintracciabile in tutti i diversi cicli del suo operare. Ciò che invece ci sembra sia passato in secondo piano, in sottordine, e sicuramente non è meno importante, è stato lo studio formale, il linguaggio, l’aspetto stilistico che accompagna, via via modificandosi, la ricerca e la riflessione dell’artista.

Riteniamo, infatti, che la soluzione formale abbia tanto valore e peso quanto quella contenutistica. Entrambi gli aspetti concorrono alla definizione dello stile di un autore…

 

Novembre 2005