Iesi-Testo critico da catalogo “Biblia Pauperum”
… Nell’opera presentata, l’ampiezza del cielo diventa il simbolo dell’infinito che si mette in contrapposizione con la terra, terra rappresentata in maniera geometrica e quindi non tanto primordiale ma già organizzata, proprio come la geometria della nostra terra marchigiana. Gli elementi figurali sono diventati il simbolo dell’infinito che si mette in contrapposizione con la terra, altamente simbolici è anche la loro collocazione, con un elemento predominante rispetto agli altri, dà movimento al cielo, dove, nel suo distacco astrale, la luna rimanda al dramma dell’Apocalisse. L’opera, realizzata con molta preziosità, è compositivamente originale e mette in evidenza la perizia tecnica dell’Artista, espressa nell’organizzazione dei colori e nella pittura alquanto elaborata, pittura che esprime un simbolismo totemico, onirico, a riconferma della sua visionarietà, molto prossima al lirismo liciniano…
Dicembre 1999

